23 / 04 / 2026
Facendo seguito al suo brillante intervento alla conviviale del Lions Club Cagliari Host, nell’ambito del Tema di Nazionale Lions 2025-2026 “"Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani", il Dott. Paolo Putzu, Specialista in Geriatria e in Medicina Interna, Primario Divisione Geriatria, Centro Alzheimer e Centro Diurno per i Disturbi della memoria ASL 8 Cagliari, ci offre le seguenti sue considerazioni.
“La vita di una persona consiste in un insieme di avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme” Italo Calvino
Alcuni anni fa, un premier italiano ha lanciato l’allarme sul futuro del sistema sanitario e sociale nazionale. Ha citato tre fattori: crisi economica, invecchiamento della popolazione e conseguente aumento di spesa sociosanitaria legata alle malattie età correlate e alla sostenibilità del sistema pensionistico. Ha aggiunto: “Siamo di fronte a una pandemia che deve per forza essere affrontata con drastici strumenti preventivi, che non possono essere solo i tagli”.
Altri analisti economico-sociali da anni sottolineano le stesse criticità, particolarmente gravosa nelle regioni a rapida velocità di invecchiamento come la Sardegna, detentrice del primato nazionale. Gli epidemiologi e gli esperti di salute pubblica elencano le soluzioni praticabili partendo dal presupposto che la maggior parte delle malattie (cardiovascolari, osteoarticolari e muscolari, neurodegenerative, diabete, obesità, diversi tumori, disturbi della personalità) possa subire una riduzione nella incidenza, una migliore gestione e un ritardo dell’età di insorgenza attraverso stili di vita preventivi. Argomentano le loro affermazioni con dati validati: poiché la sola inattività fisica e le sue conseguenze (ipertensione arteriosa, obesità) determina il 15% del totale dei decessi (BMJ, 22 ott 2011), perché non investire in pratiche di poco costo? Affermano che un euro speso nell’attività motoria ne fa risparmiare 3 nell’arco di 20 anni in spese sanitarie e sociali

Dott. Paolo Putzu
Gli esperti di invecchiamento, da oltre 40 anni portano avanti le stesse indicazioni affermando che per limitare gli effetti negativi sul benessere psicofisico individuale dell’anziano, sul sistema sanitario, sociale ed economico, esiste un’unica strada percorribile: intraprendere subito e con decisione strategie innovative di prevenzione primaria e secondaria orientate verso una longevità in salute. Dagli stessi anni la medicina rivolta all’anziano si divide in tre specialità: Geriatria, Gerontologia e Geragogia. La Geriatria si occupa specificatamente dello studio delle malattie dell’anziano, delle cause, sintomi, diagnosi, terapie e riabilitazione. La Gerontologia si identifica con lo studio dei fattori biologici, psicologici, sociali, economici dell’invecchiamento. Infine, per Geragogia, un neologismo evidentemente ispirato alla Pedagogia dell’età evolutiva, s’intende una disciplina di ricerca e didattica che ha come obiettivo il benessere psicofisico dell’anziano attraverso la prevenzione, l’educazione e l’adattamento individuale all’invecchiamento, semplificata dallo slogan “consigli pratici per il buon invecchiamento”. Sono evidenti le ripercussioni negative di un ulteriore ritardo nel far decollare progetti regionali e nazionali improntati sui principi geragogici.
Il fenomeno demografico dell’invecchiamento non deve essere limitato a una analisi delle sue problematicità. Rappresenta il risultato numericamente misurabile del successo e del progresso in campo sanitario e sociale ed è per questa valenza positiva che rappresenta una ricchezza, un’opportunità per l’economia isolana, non solo un problema in termini pensionistici e di costi. I Mega Trends, ovvero le variabili socio-economiche, ambientali e tecnologiche che rispecchiano il mutare della demografia, del nostro stile di vita e condizionano gli investimenti, mettono l’aging ai primi posti al pari della sostenibilità ambientale e della tecnologia. L’economia da esso generata, la Silver Economy secondo la definizione di Oxford Economics (L’insieme di tutte le attività economiche dedicate ai bisogni degli over 50 che include prodotti e servizi consumati direttamente e il business così generato) è la terza economia più forte al mondo ed è in continua crescita.
In seguito alla recente pandemia Covid-19, il mega trend Invecchiamento ha registrato un’ulteriore accelerazione, confermando la tendenza dell’ultimo decennio. È considerato un mega trend “secolare”, non passibile di ridimensionamenti a breve-lungo termine, soprattutto se collegato a Healthcare e Robotica. La crescente domanda di servizi legata ai bisogni dell’anziano inclusi nella Silver Economy e dedicati alle diverse tipologie di invecchiamento (un ventaglio eterogeneo che va dall’invecchiamento con disabilità al successful aging: servizi sanitari e assistenza sociale, nuove tecnologie, turismo, attività ludiche e culturali, prevenzione, residenzialità…) deve essere considerata un poderoso fattore di spinta per l’innovazione tecnologica e sociale, per l’apertura di nuovi mercati e per contrastare lo spopolamento delle periferie, contribuendo allo stesso tempo al miglioramento dei rapporti intergenerazionali e della qualità di vita dell’anziano (prevenzione dell’invecchiamento patologico), secondo una reciproca virtuosa influenza. In quest’ottica la terza età non è più vista come un problema ma come opportunità, una risorsa.
In pratica, si propone un netto cambiamento di paradigma (Thomas Kun, 1962 “Cambiare le assunzioni basilari all’interno di una teoria scientifica dominante per creare una modifica degli esiti, una rivoluzione”): investire sull’anziano (e non solo sul giovane) per favorire il benessere e lo sviluppo di tutte le fasce d’età.
Paolo Putzu, geriatra, Associazione Italiana di Psicogeriatria